Il diesel — una volta re incontrastato delle strade europee — sta tornando al centro del dibattito nei piani industriali di Stellantis, il colosso automobilistico nato dalla fusione tra PSA e FCA. Ma questa nuova seconda vita non arriva senza contraddizioni.
🚙 1. Un ritorno strategico del diesel in Europa
Nonostante negli ultimi anni Stellantis avesse spinto fortissimo sull’elettrico e le motorizzazioni alternative, oggi l’azienda sta reintroducendo motori diesel in diversi modelli europei. Questo cambiamento è legato a due fattori principali:
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Le vendite di veicoli elettrici sono cresciute più lentamente del previsto in molte aree dell’Europa.
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Le normative sulle emissioni sono state allentate, permettendo alle auto diesel di rimanere competitive più a lungo.
Tra i veicoli che stanno riprendendo versioni diesel ci sono modelli di Peugeot, Citroën e Opel, come la Peugeot 308, il Citroën Berlingo e l’Opel Astra, oltre ad altri SUV e furgoni. L’intenzione del gruppo è soddisfare una domanda che resta forte soprattutto nel settore commerciale e su lunghe percorrenze, dove il diesel resta vantaggioso per consumi e autonomia.
🛠️ 2. Criticità tecniche e richiami
Non tutti i capitoli legati al diesel in Stellantis sono positivi. Negli ultimi anni, alcuni motori diesel montati su vetture Peugeot, Citroën, Opel, DS e Fiat sono stati al centro di problemi tecnici e ampie campagne di richiamo.
👉 Il motore 1.5 BlueHDi, una delle unità diesel più diffuse nel gruppo, ha mostrato criticità sulla catena di distribuzione dell’albero a camme. Questo componente, progettato con sezioni sottili per motivi di efficienza, si è usurato più rapidamente del previsto, causando rumori, guasti e persino rotture complete del motore in alcuni casi. Stellantis ha quindi avviato una campagna di richiamo ed esteso la garanzia su questi propulsori per tutelare i clienti.
👉 In aggiunta, nel ottobre 2025 Stellantis ha richiamato oltre 700.000 veicoli diesel per una anomalia del sistema di monitoraggio delle emissioni (spia MIL), che in alcune condizioni non si accendeva correttamente quando il filtro antiparticolato (DPF) o il sistema SCR non funzionavano come dovuto. Ciò può comportare ritardi nella diagnosi di guasti e costi maggiori per i proprietari se la situazione non viene corretta.
⚖️ 3. Controversie legali e accuse di pratiche irregolari
Non mancano anche aspetti legali legati ai diesel Stellantis. Se da un lato il gruppo non è stato protagonista di un “Dieselgate” paragonabile a quello Volkswagen, sono emerse sentenze e accuse su software sospetti nei motori HDi venduti sotto i marchi PSA prima della fusione con FCA, con potenziali ripercussioni per risarcimenti in tutta Europa.
Inoltre, anche a livello internazionale Stellantis è stata coinvolta in questioni legate all’emission control per motori diesel a marchio RAM, con sanzioni legali e finanziarie legate alla conformità ai test ambientali.
📉 4. Il filo tra passato e futuro del diesel
Il motore diesel ha dominato il mercato europeo per decenni grazie a consumi contenuti e coppia elevata, soprattutto nei veicoli di lavoro. Nel 2015 rappresentava oltre metà delle nuove immatricolazioni nel continente; nel 2025 la quota si è ridotta a circa l’8 % a causa di Dieselgate, normative più stringenti ed esplosione dell’elettrico.
Oggi Stellantis prova a conciliare queste due storie:
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Da una parte punta a restituire fiducia al diesel correggendo i problemi tecnici e offrendo garanzie più forti.
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Dall’altra sta reintroducendo questi motori nelle sue linee come alternativa alla sola mobilità elettrica, rispondendo a una domanda di mercato ancora significativa, soprattutto per chi percorre molti chilometri o usa il veicolo per lavoro.
Conclusione
La vicenda dei motori diesel Stellantis è sintomatica di una fase di transizione senza precedenti nell’industria automobilistica. Tra strategie di prodotto in evoluzione, criticità tecniche, richiami su larga scala e spinte normative divergenti, il diesel resta un tema caldo — non solo per gli appassionati di motori, ma per proprietari, legislatori e investitori.
La sfida per Stellantis sarà mantenere competitività e affidabilità, mentre il mercato guarda sempre più verso elettrico, ibrido e tecnologie alternative. Solo il tempo dirà se questa nuova strategia diesel sarà un successo o un ripiego temporaneo.