Storicamente i Golden Globe, i premi assegnati dalla Hollywood Foreign Press che raccoglie la stampa estera a Hollywood, vengono considerati anticipatori degli Oscar. Sebbene si rivolgano anche ai programmi tv e alle serie e abbiano categorie differenti, hanno sempre avuto il ruolo di indicare i titoli tra i quali si svolgerà la gara per i riconoscimenti più importanti dell'anno cinematografico. Quest'anno poi, con la pandemia mondiale, i cinema chiusi e la stagione spostata di mesi (solitamente le nomination sono a dicembre e la premiazione a inizio gennaio) i Golden Globe diventano proprio il primo tassello di una stagione, quella dei premi, ancora da costruire. In attesa di sapere, mercoledì 3 febbraio intorno alle 14 ora italiana, quali saranno i film e le serie tv che riceveranno la candidatura possiamo cercare di capire quali sono le speranze per l'Italia.
Nella corsa agli Oscar l'Italia partecipa (due volte) con Notturno di Francesco Rosi, due volte perché il titolo ambisce sia alla nomination come miglior documentario e sia come miglior "international film" (questa è la definizione scelta dallo scorso anno), ma il film non è "eleggibile" per i Golden Globe che non hanno la categoria documentari e non prevedono che il film straniero sia appunto un film non fiction. Per questo la lista dei titoli italiani che potrebbero entrare in cinquina sono Pinocchio di Matteo Garrone, Volevo solo nascondermi di Giorgio Diritti su Ligabue con Elio Germano, Picciridda di Paolo Licata, Gli anni più belli di Gabriele Muccino, Est – Dittatura last minute di Antonio Pisu, La dea fortuna di Ferzan Ozpetek e La vita davanti a sé di Edoardo Ponti. Ed è proprio il film che segna il ritorno davanti la macchina da presa di Sophia Loren a 86 anni ad avere più chance di arrivare in cinquina, almeno secondo Variety e altre testate internazionali.
Ma chi sono gli altri film che potrebbero trovarsi in cinquina insieme al film con Sophia Loren. Sempre Variety fa queste quattro ipotesi: Minari, il film sudcoreano (ma in realtà girato in America) del regista Lee Isaac Chung, un piccolo caso negli Stati Uniti dove dopo il successo mondiale dello scorso anno di Parasite, primo film della Corea del Sud a vincere un Oscar e primo film tout court non in lingua inglese ad aggiudicarsi miglior film, potrebbe avere serie chance. È la storia di una famiglia di immigrati dalla Corea del Sud che nell'Arkansas vuole costruire una fattoria e del rapporto, complicato e tenero, che si instaura tra il figlio più piccolo e la nonna arrivata dalla Corea. Il film danese Un altro giro di Thomas Vinterberg con Mads Mikkelsen, già vincitore dell'Efa, l'Oscar europeo, che racconta la storia di quattro amici e di un esperimento alcolico: verificare se con una quantità moderata di alcol, esattamente lo 0.05 nel sangue, si può ottenere quella leggera ebrezza che ti permette di vivere meglio. Il quarto film potrebbe I carry you with me della regista Heidi Ewing, anche qui una storia di migrazione, protagonisti due uomini che dal Messico si trasferiscono a New York in cerca di un posto migliore dove vivere la loro storia d'amore. Ultimo titolo infine potrebbe essere il guatemalteco La llorona, che descrive gli incubi di un generale che ha assistito al genocidio dei Maya e rivede le vittime in forma di fantasmi.
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